Biofeedback e Neurofeedback

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Sono metodi terapeutici, non invasivi, che servono per interrompere le risposte non adattive, che il nostro sistema nervoso spesso mette in atto in situazioni di stress eccessivo o prolungato. Sono terapie non farmacologiche ma validate scientificamente. L’apparecchiatura biomedicale è certificata dalla (CE) e registra i segnali in entrata inviandoli al pc. Questo non comporta l’invio di corrente elettrica al cervello. Il percorso di valutazione per i diversi disturbi e problematiche si avvale di tecniche innovative come l’ANS (analisi sistema nervoso autonomo) e L’EEG (elettroencefalogramma).

Sulla base della valutazione e del colloquio clinico vengono proposti dei training di Biofeedback o Neurofeedback, volti a modificare schemi comportamentali disadattivi attraverso l’ausilio di biosensori e dispositivi elettronici ad alta tecnologia.

Nel Biofeedback l’obiettivo è quello di ottenere uno stato di consapevolezza delle proprie risposte fisiologiche in modo da poterle gestire in maniera più adattiva rispetto a differenti stimoli, migliorando la connessione mente corpo. I sensori vengono posizionati sul corpo (es: mani, trapezio etc.) i quali consentono di rilevare e visualizzare in tempo reale, sul monitor del pc, alcuni parametri, come ad esempio la frequenza cardiaca, la tensione muscolare, la temperatura, il respiro, la conduttanza cutanea. Il training consiste in un allenamento volto a modificare e modulare il segnale biologico in tempo reale. Il biofeedback lavora sul sistema nervoso autonomo (SNA) per riequilibrare le funzioni involontarie, imparando così a regolarle più consapevolmente per gestire lo stress, l’ansia e altri disturbi.

Il Neurofeedback è un tipo particolare di biofeedback, dove si apprende a modulare e autoregolare il proprio sistema nervoso centrale con l’obiettivo di insegnare a modificare la risposta delle proprie onde cerebrali, attraverso strategie attentive. I piccoli sensori posti sul cuoio capelluto, registrano in tempo reale le onde cerebrali (Delta, Theta, Alpha, Beta, Gamma), le quali vengono visualizzate sul monitor di un computer. In base al tipo di problema e obiettivo che ci si prefigge di raggiungere, si insegna al cervello a gestire le onde che di solito vanno in dominanza/recessività, fino a raggiungere un maggiore equilibrio.

Il percorso nelle sue fasi:

1) Assessment: processo valutativo approfondito (colloquio clinico/anamnestico e test). In questa fase di raccolta dei dati, si valuta quale sia l’applicativo e l’intervento più idoneo da utilizzare.

2) Valutazione del profilo fisiologico basale:

  • per il Biofeedback attraverso l’ANS, che è una valutazione della reattività e del recupero del Sistema Nervoso Autonomo, misurando i parametri sia a riposo che sotto stress.
  • per il Neurofeedback attraverso l’EEG (elettroencefalogramma) che serve per valutare l’attività elettrica cerebrale di quattro stati principali (a occhi aperti, a occhi chiusi, ascolto sensoriale, sforzo cognitivo) per identificare disfunzionalità e creare un protocollo personalizzato.
  • Restituzione al cliente della valutazione.

3) Il training: viene svolto con l’ausilio di un monitor dedicato al cliente e un computer. Gli incontri di training sono sempre accompagnati da una terapia dialettica e di confronto.

4) Durata: La durata del training con il macchinario è variabile tra 15 e 45 minuti, inserito all’interno di un incontro della durata di 60 minuti.
Gli incontri sono a cadenza settimanale.

5) Quanti incontri: è variabile, dipende sia dalla problematica riscontrata sia dalle caratteristiche individuali. In linea di massima tra 10-20 incontri o più.

6) Monitoraggio: rivalutazione durante il percorso e a fine training dei parametri fisiologici basali.

I disturbi normalmente trattati con il biofeedback o il neurofeedback sono diversi tra cui:

  • DISTURBO DA STRESS POST TRAUMATICO
  • ANSIA
  • DOC (Disturbo ossessivo compulsivo)
  • DEPRESSIONE
  • EMICRANIA
  • ADD – ADHD
  • CEFALEA DI TIPO TENSIVO
  • IPERTENSIONE ESSENZIALE
  • SINDROME DEL COLON IRRITABILE
  • DISTURBI DELL’ARTICOLAZIONE MANDIBOLARE
  • IL FENOMENO DI RAYNAUD
  • ACUFENI
  • FIBROMIALGIA